Anna Gioria lebt seit ihrer Geburt mit einer Behinderung, die auf eine Sauerstoffunterversorgung während der Geburt zurückzuführen ist. Sie hat zwei Hochschulabschlüsse erworben, arbeitet als Journalistin beim „Corriere della Sera“ (italienische Tageszeitung), hat ein Buch geschrieben, an der Produktion eines Kurzfilms mitgewirkt und engagiert sich sehr aktiv für die Rechte von Menschen mit Behinderung und darüber hinaus.
Nachdem sie sich vorgestellt und erzählt hatte, wie sie ihre Behinderung jeden Tag mit Kraft und Mut meistert, schrieb sie nach ihrer Rückkehr nach Mailand einen Artikel für die Rubrik „INVISIBILI“ des „Corriere della Sera“.
Am 11. und 12. September sprach er in München über Behinderung und Inklusion. Er lernte die Tochter des Fotografen Otmar Dresel und Palmira kennen: Isabella, und erzählte ihre Geschichte, die die Geschichte vieler Familien ist.
LASST SIE NICHT ALLEINE! Das ist unser Appell, der WIP gUG.

„OLTRE il BUIO“ ist der Trailer, den er uns vorgestellt hat und der auf dem Kurzfilm basiert, der von EPStudios aus Domodossola im Auftrag des Kulturvereins Cinealpi produziert wurde.
Artikel verfasst von Anna Gioria und veröffentlicht in der Rubrik „INVISIBILI“
Corriere della Sera
Ci sono quelle che definisco le “amicizie speciali”, molto rare, ma altrettanto preziose, che nel corso della vita ti offrono tantissimo: affetto, emozioni, momenti significativi di condivisione… Una di queste è la mia amica da oltre quarant’anni, Anna Conti, tra noi c’è grande sintonia, come diciamo sempre quanto vicendevolmente ci presentiamo a qualcuno: omonime, coetanee, “un po’ matte” entrambe. Da quasi una ventina d’anni, lei vive a Monaco di Baviera, dove si è sposata, e ha fondato l’impresa sociale Working in Projects gUG, finalizzata a organizzare eventi sociali. Quando sono inerenti alla disabilità, Anna mi chiede di intervenire o in presenza, o da remoto; ogni volta è un’occasione speciale, un’opportunità per conoscere la disabilità “a livello internazionale”, e pertanto, di utilissimi confronti e scambio culturale.
In particolare, il “WERTE durch netzWERKE” (I valori attraverso la rete e l’arte), l’evento a cui ho partecipato in presenza a Monaco l’11 e 12 settembre scorso, presentando il cortometraggio OLTRE IL BUIO (https://invisibili.corriere.it/2024/03/03/oltre-il-buio-il-corto-che-racconta-gli-ostacoli-della-vita-in-carrozzina/); sono state due giornate ricche di tante, e soprattutto incredibili emozioni e un’energia straordinaria, raramente vissute nel corso della vita. Per descrivere le emozioni provate dovrei “scrivere un poema” ; non voglio tediarvi, per questo vi racconto solo dell’incontro più significativo, non è che gli altri non lo siano stati, con Isabella e i suoi genitori, perché convinta che la loro storia, come altre raccontate sul nostro blog, può essere un esempio e uno stimolo per molti lettori. Isabella è un’adolescente di 16 anni con la sindrome di Asperger, una ragazza, che nonostante sia molto giovane, ha un vissuto particolare (in senso positivo). L’ho subito notata, quando Anna mi presenta Otmar, il padre di nazionalità tedesca, presente all’evento in qualità di fotografo ufficiale, e la madre italiana Palmira, Isabella mi scrutava, quasi impaurita, deduco in lei che il “mio muovermi in modo disordinato” la infastidisce, incuriosendola, il mio essere fuori dalla norma, proprio per la sua condizione, la destabilizza. A poco, a poco, vedendo, probabilmente che parlavo molto con il padre, sua figura genitoriale di riferimento, ho notato un suo progressivo cambiamento di apertura nei miei confronti. Ma chi è Isabella? Nasce nel 2010 a Johannesburg, in Sudafrica, data la sua situazione deve essere molto seguita, per motivi professionali dei due genitori, è Otmar a prendersene cura; con il papà, fin da piccolissima instaura un legame affettivo – educativo molto particolare (che ha anche portato a molto dolore e insicurezza), connotato da numerose avventure e attività, insoliti per i bambini della sua età. Ogni estate, Isabella e suo padre catturavano farfalle, trascorrevano molto tempo a nuotare e a inventare storie nei lussuosi hotel di Johannesburg. Viaggiavano con artisti e persone interessanti. Frequentavano ristoratori e creativi del luogo, vendevano le proprie opere ai mercatini e trasformavano la loro casa in una grande tela per ogni nuova idea. Insieme hanno esplorato culture e religioni diverse, stringendo amicizie con persone di ogni gruppo etnico in Sudafrica. Dando vita alla fantasia, costruivano i loro personaggi con i Lego e la plastilina, oppure li raccontavano attraverso il disegno e la scrittura. Isabella imparò a capire la politica, scoprendola attraverso le pagine dei fumetti satirici. La bimba, proprio grazie a questi stimoli, acquisisce, precocemente, vivacità e curiosità. Per avviarla a una socializzazione normale, i genitori decidono di iscriverla a scuole d’infanzia (asilo ebraico, asilo, posto per autistici), ma l’esperienza si rivelò, ben presto, disastrosa, in quanto la sua esuberanza venne soffocata; il suo essere “spirito libero” non era confacente al sistema scolastico, in cerca di bambini obbedienti e conformisti (e non solo quello, scriverei che é successo ma é poco decente, questo al posto autistico). A quel punto, Otmar e Palmira, dopo varie ricerche, scelgono di iscriverla a 7 anni a una scuola per “bambini dotati”; la bimba, all’inizio, grazie a una maestra con straordinarie capacità, dà del suo meglio; una volta licenziata la stessa insegnante, perché non si adattava al sistema, con la sostituta, molto tradizionale nel metodo d’insegnamento, la bimba non si trova per niente ed era vittima di bullismo da parte di un ragazzo che si é aggiunto alla classe dopo il cambiamento. I genitori, pertanto, decidono di farle proseguire il suo percorso di scolarizzazione a casa. All’età di 4 anni, in particolare, con il padre inizia fare i giochi di fantasia, nei quali Otmar coinvolge altri bambini con cui la figlia interagisce bene: una sorta di macchina del tempo, che li porta nel passato, permettendole di imparare la storia. Allo stesso tempo, Isabella dimostra un particolare interesse, e una buona comprensione dello spazio. Più tardi, inizia a seguire una serie di video su YouTube a tema scientifico, in particolare incentrato sulla fisica, imparandone i concetti e le leggi. Alla stessa età, Isabella è già in grado di leggere e comprendere la matematica; grazie a tali capacità precoci, i giochi di fantasia sempre basate sull’umorismo, progrediscono e si sviluppano; la appassionano così tanto, che Otmar pensa di conservarle per il suo futuro, trasformandole prima in storie e poi in fumetti. Una particolarmente interessante parla di una scuola dove i personaggi sono le forze della fisica che veramente fa parte di un “mondo” di una più grande storia che sogna un giorno di animare.
Nel 2021 per motivi di famiglia, Isabella e il padre si devono separare, la ragazza viene a vivere in Italia con la mamma, Otmar rimane a vivere in Sudafrica, poi si trasferirà in Germania, per, in un secondo momento, raggiungere la figlia e ricongiungersi. La separazione fisica tra il padre la ragazza, durata due anni, non compromette minimamente il loro rapporto, attraverso l’utilizzo costante di WhatsApp continuano a redigere le storie. È proprio in questo periodo che Isabella diventa in grado di essere la principale autrice delle storie, mentre Otmar assume un ruolo solo “di spalla”, di supporto (e adesso non fa tanto nemmeno quello); inoltre, trascorre molto tempo realizzando, in modo autonomo, fumetti e animazioni video, tratte dalle storie che aveva memorizzato e interiorizzato.
Attualmente, a L’Aquila, conduce una vita normale. Frequenta il terzo anno del liceo scientifico. Si è integrata benissimo nella sua classe, un gruppo molto vivace e divertente proprio come lei. Ha imparato a suonare la chitarra durante le medie, le piace andare in piscina e, soprattutto, adora passare il tempo a disegnare nella sua casa. Senza, assolutamente, far passare Isabella da “eroina”, ho voluto raccontare la sua storia come stimolo a lettori che hanno figli/famigliari in condizioni simili; ho incontrato troppi genitori che si sono arresi, non dando l’opportunità ai propri figli di raggiungere l’autonomia e l’autorealizzazione che ne avrebbero la capacità e la possibilità. Ritengo che in questo Otmar e Palmira abbiamo fatto un lavoro encomiabile, un grande esempio per molti!!!!!
Colgo l’occasione per ringraziare la mia amica Anna, per farmi partecipare a momenti come questo, dandomi la possibilità di “lanciare semi” per contribuire alla diffusione della cultura positiva della disabilità.
Anna Gioria
DEUTSCHE ÜBERSETZUNG mit KI
Artikel verfasst von Anna Gioria und veröffentlicht in der Rubrik „INVISIBILI“ (Corriere della Sera)
Es gibt sie, diese „besonderen Freundschaften“, die sehr selten, aber ebenso kostbar sind und die einem im Laufe des Lebens unendlich viel schenken: Zuneigung, Emotionen, bedeutende Momente des Teilens… Eine solche verbindet mich seit über vierzig Jahren mit meiner Freundin Anna Conti. Zwischen uns herrscht eine große Seelenverwandtschaft, wie wir immer sagen, wenn wir uns gegenseitig vorstellen: Namensschwestern, gleich alt und beide „ein bisschen verrückt“. Seit knapp zwanzig Jahren lebt sie in München, wo sie geheiratet und das Sozialunternehmen Working in Projects gUG gegründet hat, das gesellschaftliche Events organisiert. Geht es dabei um Inklusion und Behinderung, bittet Anna mich um einen Beitrag – entweder vor Ort oder online. Jedes Mal ist es ein besonderer Anlass, eine Gelegenheit, Behinderung auf „internationaler Ebene“ kennenzulernen und somit ein äußerst nützlicher Austausch über Kultur- und Ländergrenzen hinweg.
Besonders das Event „WERTE durch netzWERKE“ (Werte durch Vernetzung und Kunst), an dem ich am 11. und 12. September persönlich in München teilgenommen und den Kurzfilm OLTRE IL BUIO (Link zum Kurzfilm
) präsentiert habe, war von unendlich vielen und unglaublichen Emotionen sowie einer außergewöhnlichen Energie geprägt, wie man sie im Leben nur selten erfährt. Um all diese Gefühle zu beschreiben, müsste ich ein ganzes Buch schreiben. Um Sie nicht zu langweilen, möchte ich Ihnen nur von der bedeutendsten Begegnung erzählen – ohne die anderen schmälern zu wollen: der mit Isabella und ihren Eltern. Ich bin überzeugt, dass ihre Geschichte, wie andere auf unserem Blog, vielen Leserinnen und Lesern als Vorbild und Ansporn dienen kann.
Isabella ist ein 16-jähriges Mädchen mit Asperger-Syndrom, eine Jugendliche, die trotz ihres jungen Alters bereits eine ganz besondere (im positiven Sinne) Lebensgeschichte hat. Sie fiel mir sofort auf, als Anna mir ihren deutschen Vater Otmar vorstellte, der als offizieller Fotograf bei der Veranstaltung war, sowie ihre italienische Mutter Palmira. Isabella gemustert mich beinahe ängstlich; ich ahnte, dass meine unwillkürlichen Bewegungen sie störten und zugleich neugierig machten. Dass ich aus dem Rahmen fiel, verunsicherte sie aufgrund ihrer eigenen Veranlagung. Als sie jedoch beobachtete, wie intensiv ich mich mit ihrem Vater – ihrer Bezugsperson – unterhielt, öffnete sie sich mir gegenüber Schritt für Schritt.
Aber wer ist Isabella? Sie wurde 2010 in Johannesburg (Südafrika) geboren. Aufgrund ihrer Besonderheit brauchte sie viel Zuwendung. Da beide Eltern beruflich stark gefordert waren, übernahm Otmar ihre Betreuung. Schon in frühester Kindheit baute sie zu ihrem Vater eine ganz besondere emotional-pädagogische Bindung auf (die auch mit viel Schmerz und Unsicherheit verbunden war), geprägt von zahlreichen Abenteuern und Aktivitäten, die für Kinder ihres Alters ungewöhnlich sind. Jeden Sommer fingen Isabella und ihr Vater Schmetterlinge, verbrachten viel Zeit beim Schwimmen und dachten sich in den Luxushotels von Johannesburg Geschichten aus. Sie reisten mit Künstlern und interessanten Persönlichkeiten, pflegten Kontakte zu lokalen Gastronomen und Kreativen, verkauften eigene Kunstwerke auf Märkten und verwandelten ihr Zuhause für jede neue Idee in eine riesige Leinwand. Gemeinsam erkundeten sie verschiedene Kulturen und Religionen und schlossen Freundschaften mit Menschen aller ethnischen Gruppen Südafrikas. Sie erweckten ihre Fantasie zum Leben, bauten Figuren aus Lego und Knete oder verarbeiteten sie in Zeichnungen und Geschichten. Isabella lernte sogar Politik zu verstehen, indem sie sie über satirische Comics entdeckte.
Durch all diese Impulse entwickelte das Mädchen schon früh eine enorme Lebhaftigkeit und Neugier. Um ihr eine normale Sozialisation zu ermöglichen, beschlossen die Eltern, sie in Vorschuleinrichtungen anzumelden (jüdischer Kindergarten, regulärer Kindergarten, eine Einrichtung für Autisten). Die Erfahrung erwies sich jedoch schnell als desaströs, da ihre Ausgelassenheit erstickt wurde. Ihr freier Geist passte nicht in ein Schulsystem, das angepasste, gehorsame Kinder verlangte (und nicht nur das – ich könnte aufschreiben, was in der Autismus-Einrichtung vorgefallen ist, aber es wäre kaum zumutbar).
Daraufhin entschieden sich Otmar und Palmira nach reichlicher Recherche dazu, sie im Alter von 7 Jahren an einer Schule für hochbegabte Kinder anzumelden. Dank einer außergewöhnlich fähigen Lehrerin gab das Mädchen zu Beginn sein Bestes. Nachdem diese Lehrerin jedoch entlassen wurde, weil sie sich dem System nicht unterordnen wollte, kam Isabella mit der Nachfolgerin und deren sehr traditionellen Unterrichtsmethoden überhaupt nicht zurecht. Zudem wurde sie von einem Mitschüler gemobbt, der nach dem Wechsel neu in die Klasse gekommen war. Die Eltern beschlossen daraufhin, sie zu Hause zu unterrichten (Homeschooling).
Besonders ab dem Alter von 4 Jahren begann ihr Vater, mit ihr Fantasiespiele zu entwickeln, in die Otmar auch andere Kinder einbezog, mit denen seine Tochter gut harmonierte: eine Art Zeitmaschine, die sie in die Vergangenheit versetzte und ihr spielerisch Geschichte näherbrachte. Gleichzeitig zeigte Isabella ein besonderes Interesse und ein sehr gutes räumliches Verständnis. Später sah sie sich auf YouTube wissenschaftliche Videos an, vor allem zur Physik, und verstand deren Konzepte und Gesetze mühelos.
Im gleichen Alter konnte Isabella bereits lesen und Mathematik begreifen. Dank dieser frühen Fähigkeiten entwickelten sich die humorvollen Fantasiespiele stetig weiter. Sie faszinierten das Mädchen so sehr, dass Otmar beschloss, sie für ihre Zukunft festzuhalten – zunächst als Geschichten, später als Comics. Eine besonders interessante Geschichte handelt von einer Schule, in der die physikalischen Kräfte die Hauptfiguren sind – Teil einer noch größeren Fantasiewelt, die sie eines Tages animieren möchte.
Im Jahr 2021 mussten sich Isabella und ihr Vater aus familiären Gründen vorübergehend trennen: Das Mädchen zog mit der Mutter nach Italien, während Otmar zunächst in Südafrika blieb und später nach Deutschland zog, um sich schließlich wieder mit seiner Familie zu vereinen. Die zweijährige räumliche Trennung tat ihrer Beziehung jedoch keinen Abbruch; über WhatsApp schrieben sie ununterbrochen weiter an ihren Geschichten. In dieser Zeit entwickelte sich Isabella zur Hauptautorin, während Otmar nur noch eine unterstützende Rolle einnahm (und mittlerweile kaum noch eingreifen muss). Zudem verbrachte sie viel Zeit damit, völlig eigenständig Comics und Videoanimationen aus den Geschichten zu erstellen, die sie verinnerlicht hatte.
Derzeit führt sie in L’Aquila ein ganz normales Leben. Sie besucht die 11. Klasse eines naturwissenschaftlichen Gymnasiums (Liceo Scientifico). In ihrer Klasse – einer sehr lebhaften und lustigen Truppe, die genau zu ihr passt – hat sie sich bestens eingelebt. In der Mittelstufe hat sie Gitarre spielen gelernt, sie geht gerne schwimmen und liebt es vor allem, zu Hause zu zeichnen.
Ohne Isabella als „Heldin“ darstellen zu wollen, wollte ich ihre Geschichte als Ansporn für Leserinnen und Leser erzählen, die Kinder oder Angehörige in ähnlichen Situationen haben. Ich bin zu vielen Eltern begegnet, die aufgegeben haben und ihren Kindern nicht die Chance bieten, Selbstständigkeit und Selbstverwirklichung zu erreichen – obwohl die Fähigkeiten und Möglichkeiten da wären. Ich finde, dass Otmar und Palmira hier Großartiges geleistet haben – ein vorbildliches Beispiel für viele!!!!!
Bei dieser Gelegenheit möchte ich mich bei meiner Freundin Anna bedanken, dass sie mich an solchen Momenten teilhaben lässt und mir die Möglichkeit gibt, „Samen zu säen“, um zu einer positiven Kultur im Umgang mit Behinderungen beizutragen.
Anna Gioria